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“La trachite euganea. Archeologia e storia di una risorsa lapidea del Veneto Antico”


la pubblicazione a cura di Arturo Zara, analizza anche manufatti esposti al Museo Grandi Fiumi

COMUNE DI ROVIGO
Ufficio Stampa: Paola Gasperotto
Tel 0425/206102
e-mail: ufficiostampa@comune.rovigo.it

 

 

“La trachite euganea. Archeologia e storia di una risorsa
lapidea del Veneto Antico”
la pubblicazione a cura di Arturo Zara, analizza anche manufatti esposti al Museo Grandi Fiumi

 

Alcuni manufatti archeologici esposti nelle sezioni del Museo Grandi Fiumi e nei chiostri del Monastero di San Bartolomeo, sono stati analizzati per la realizzazione della pubblicazione “La trachite euganea. Archeologia e storia di una risorsa lapidea del Veneto Antico”, realizzata da Arturo Zara, ricercatore dell'Università di Padova- Dipartimento Beni Culturali.
L'opera è accessibile digitalmente, cliccando il seguente link


https://www.research.unipd.it/handle/11577/3270764#.Wx--eS9aYqI


La trachite euganea, una roccia vulcanica estratta da i Colli Euganei, è una delle risorse lapidee cavate sin dall’età antica nell’attuale comprensorio veneto. Le peculiari proprietà meccaniche contribuirono a una larga diffusione della trachite, in particolar modo in età romana, ma già nel corso della protostoria. Il materiale lapideo euganeo venne impiegato in tutta la Regio X (Venetia et Histria), ma anche nell’Aemilia; verso ovest la trachite giunse a Milano/Mediolanum, in Transpadana e a Villa del Foro/Forum Fulvii in Liguria, mentre a sud è documentata sino a Urbisaglia/Urbs Salvia. Questa pietra trovò impiego tanto nelle fondazioni quanto negli alzati degli edifici, rispettivamente come blocchi sbozzati oppure rifiniti, ma venne messa in opera principalmente nelle pavimentazioni stradali. Basoli trachitici provenienti dai Colli Euganei sono stati identificati verso est sino ad Aquileia, ma risultano utilizzati anche nelle maggiori città sorte lungo la via Aemilia e in un selciato di Ancona, centro più a meridione rispetto al bacino di approvvigionamento in cui è stato documentato l’uso della trachite in un tratto viario. Oltre che in ambito architettonico, la trachite euganea fu sfruttata per produrre manufatti, principalmente strumenti per la macinazione, ma si realizzarono sovente anche cippi, stele e monumenti iscritti. Prendendo le mosse dallo studio analitico di questi ritrovamenti, l’Autore propone un tentativo di ricostruzione delle dinamiche di diffusione del materiale trachitico in età romana: un’analisi combinata di carattere petrografico e geochimico consente infatti di determinare le cave euganee dalle quali venne estratto il materiale per la realizzazione degli elementi architettonici o dei manufatti; sulla base di queste stesse indagini è inoltre possibile ricavare informazioni sul ciclo di attivazione, sfruttamento e abbandono dei siti estrattivi sui Colli Euganei. Allo stesso modo, uno studio integrato della cronologia dei campioni, delle loro cave di provenienza e dei centri in cui sono stati esportati permette di elaborare riflessioni attorno alle dinamiche commerciali e all’impiego della trachite euganea in Italia settentrionale nel corso dell’età romana.

 

Rovigo, 03/07/18
Comunicato n. 437/18


Data ultimo aggiornamento: 16/07/2018
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