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La domenica ai Concordi con Musica e poesia e Musica e pittura


nelle domeniche di ottobre e novembre

Ufficio Stampa: Paola Gasperotto
Tel 0425/206102
e-mail: ufficiostampa@comune.rovigo.it
La domenica ai Concordi
con Musica e poesia e Musica e pittura

Una duplice rassegna per coniugare musica, poesia e pittura. Si conferma anche quest’anno la pluriennale collaborazione tra Fondazione Banca del Monte di Rovigo, Accademia dei Concordi e Conservatorio di Musica Francesco Venezze per offrire alla città e al territorio l'evento “Musica e Poesia e Musica e Pittura - La Domenica ai Concordi”, che si terrà  nella Sala Oliva dell’Accademia nelle domeniche di ottobre e novembre con inizio alle ore 11.00.
La rassegna si onora, altresì, del patrocinio del Comune di Rovigo Assessorato alla Cultura e della Fondazione per lo sviluppo del Polesine in campo letterario, artistico, musicale, mentre le letture dei testi poetici saranno curate da alcuni studenti rodigini facenti parte del neonato Comitato “I Giovani della Dante”.

Soddisfazione da parte del sindaco Massimo Bergamin per un evento di grande spessore culturale che diventa motivo di crescita per tutta la nostra comunità.
Di seguito i dettagli della duplice rassegna, presentata oggi nella sede della Fondazione Banca del Monte di Rovigo

Rassegna Musica e Poesia 2017

Il ciclo di concerti Musica e Poesia riapre  quest’anno il suo sipario di fronte a quello che è il viaggio più incredibile che la mente umana possa aver condotto e donato ai posteri, la Commedia di Dante, autore e attore dello stesso capolavoro che non smette di stupirci per la sua poesia e la sua sapienza, capace di condurci sino alle soglie della visione di Dio, dinanzi alla quale in una struttura perfettamente conclusa, s’interrompe non potendo la fantasia andar più oltre.
Nella sua compiutezza la Commedia è testo da “recitar cantando” e della musica essa racchiude tutte le conoscenze e le esperienze possibili per un uomo del Trecento e tante intuizioni che si sarebbero realizzate nel futuro. Di qui il duplice binomio da un lato tra i testi di Dante contrappuntati con la poesia di profeti del Novecento come Eliot e Borges e dall’altro tra i microcosmi strumentali barocchi a iniziare da Johann Sebastian Bach e frammenti e specchi, silenzi e grida, delle musiche del ventesimo secolo attraverso cui l’Uomo approda ancora alla speranza di cogliere il Volto della Vita nonostante i continui inferni della storia contemporanea.

Il concerto di apertura di Domenica 1 ottobre sarà proposto da alcuni studenti del Venezze, i flautisti Veronica Rodella e Damiano Rizzato, il violinista Kim Joel, il trombonista Tommaso Piron e il contrabbassista Matteo Zabadneh.  
L’impaginato poetico (nella voce di Mattia Malfatto Borin) - dal titolo “A l’alta fantasia qui mancò possa” e tutto tratto dalla Commedia - sarà incentrato sul rapporto tra la dolcezza dell’ispirazione musicale e la struttura rigorosa delle sue forme, figura dell’armonia universale, e questi saranno i temi anche dei brani musicali quali la Partita in la minore per flauto solo di Johann Sebastian Bach (il primo importante “solo” per questo strumento che addirittura assume valenze armoniche e contrappuntistiche impensabili per la sua natura monodica) e alcune Fantasie di Georg Philipp Telemann nelle quali impressiona ancora una volta come strumenti anche meno agili quali il trombone e il contrabbasso siano in grado di definire complessi universi sonori.

“Laborintus” è il titolo del più complicato intreccio per l’appuntamento di Domenica 8 ottobre in cui il viaggio inesorabile dell’uomo errante (sia in Dante che in Borges o in Eliot i cui testi saranno letti da Anna Tesi) potrebbe rivelarsi un continuo pellegrinaggio senza meta, oppure trovare il proprio porto nella misericordia di un Principio di Amore.
Alle classiche e apollinee forme della musica da camera di Wolfgang Amadeus Mozart ispiratrici di una meta finale certa e piena di grazia si alterneranno due inquietanti pagine del Novecento quali lo struggente Adagio per quartetto d’archi di Samuel Barber e la suggestiva “domanda senza risposta” (The unanswered Question) di Charles Ives alla quale parteciperanno tutti insieme tutti i giovani musicisti coinvolti nel concerto, Damiano Rizzato e Veronica Rodella (flauti), Marta Zese (oboe), Stefano Borghi (clarinetto), Gabriele Romani (tromba), Valentina Borgato e Elena Spremulli (violini), Francesca Milani (viola) e Marina Pavani (violoncello).

Domenica 15 ottobre il percorso musicale (sul tema “E come specchio l’uno a l’altro rende”) sarà affidato al violino solista di Elisa Spremulli, mentre le terzine di Dante alla lettura di Laura Bellinato.
Ancora una volta, anzi con maggior vigore e drammaticità, campeggia il doppio contrappunto tra antico e moderno, certezza e incertezza, reale e immaginario, basato sul confronto tra Dante e Borges in poesia, e in musica tra Heinrich Ignaz Franz Biber (con la Passacaglia descrittiva dell’Angelo custode, poi “Angelus Novus” nel Novecento) e la polifonia di Johann Sebastian Bach, poi sgretolata e dissacrata da Eugene Ysaye in grado di trasformarne - nella Sonata per violino solo op. 27 n. 2 - un celebre e festoso preludio bachiano in un ossessivo e cupo Dies irae, mentre in Arvo Part la densità cinematica di Fratres si dissolve in Spiegel im Spiegel nello stupore del cristallo puro privo quasi di ogni movimento se non quello della sua rotazione in sé stesso.

Il quarto appuntamento di Domenica 29 ottobre riprende, fin dal titolo “Di lor dover solvendo il nodo”, l’idea di un alleggerimento della tensione visibile sia nel testo di Eliot di chiara derivazione dantesca, sia nei frammenti delle tre cantiche in cui il termine “nodo” assume connotazioni sempre più positive fino alla contemplazione della Bellezza senza tramonto. Come scelta musicale il Collegium Musicum Venezze, con Federico Guglielmo concertatore e violino principale, ha associato a questa idea la musica settecentesca di Tommaso Paolo Alberghi, violinista alla Scuola delle Nazioni di Tartini. Quest’ultimo, oltre che straordinario virtuoso, fu anche autore di un trattato di armonia nel quale riflette sulle complicità di scienza armonica, figura di principi eternamente fermi, ed espressione sentimentale della quale essa scienza si ammanta offrendo all’uomo il dono della bellezza quale immagine di soluzione ai nodi della vita. Con Anna Tesi lettrice, il concerto vede come protagonisti - oltre al M° Federico Guglielmo - Valentina Borgato, Claudia Lapolla, Elena Spremulli, Kim Joel, Alice Bettiol e Riccardo Martignago (violini), Simone Laghi e Francesca Milani (viole), Riccardo Giovine e Marina Pavani (violoncelli), Enrico Benà e Matteo Zabadneh (contrabbassi), Roberto Loreggian, Cesare Baldo e Alessandro De Checchi (clavicembalo).



Rassegna Musica e Pittura 2017

Prendendo spunto dalla parola di Dante proclamata nel concerto del 29 ottobre, il “volume” del grande viaggio di Commedia “per l’universo si squaderna” nei quattro concerti associati alle immagini dell’Accademia dei Concordi lungo percorsi non consueti nei panorami concertistici.

Violino e pianoforte sono gli strumenti protagonisti nel concerto di Domenica 5 novembre tenuto da Alice Bettiol al violino con Giuseppe Fagnocchi al pianoforte. Il programma, introdotto dall’opera pittorica seicentesca Marina con rovine classiche di Johann Anton Eismann presentata da Valeria Tomasi, si lancia musicalmente sul tardo “Ottocento nordico” con la cupa Sonata in do minore op. 45 di Edvard Grieg nella quale il dramma personale del compositore e l’epifanica saga nordica di ritmi e melodie folkloriche incastonate nell’articolata struttura della sonata preludono all’inquieto fin de siecle, ma anche al desiderio implorato di una rinnovata fusione tra Uomo, Dio e Cosmo. Segue lo Scherzo della Sonata FAE, composto da Johannes Brahms, in cui le due contrastanti componenti romantiche dell’irruenza e dell’intima introspezione trovano nella struttura classica di questo schema “scherzo + trio” uno dei più incantevoli e astratti modelli, rimpianto forse di un mondo finito per sempre.

Domenica 12 novembre la presentazione di Marina con Ponte Rotto e arco di Costantino di Luca Carlevarijs a cura di Roberta Reali lascia spazio a un nuovo e lungo viaggio questa volta in “Sud America” con tre composizioni di maestri argentini del secolo scorso quali una suite chitarristica di Hector Ayala, un quartetto d’archi di Astor Piazzolla e Las Presencias n. 6, quintetto per chitarra e archi di Carlos Guastavino. Siamo al cospetto di tre diverse visioni nelle quali la cultura musicale occidentale e il ricco patrimonio popolare argentino, in particolare il tango, si fondono in modi diversi secondo la personalità di ogni autore, ma sempre con quel calore che Jorge Luis Borges seppe magistralmente esprimere nei suoi versi di El Tango Poeta.
Marco Colombo alla chitarra, insieme a Kim Joel e Elena Spremulli ai violini, Francesca Milani alla viola e Marina Pavani al violoncello saranno gli interpreti di queste trascinanti pagine musicali.

 “Pellegrinaggi nel tempo e nello spazio” è il tema del concerto in programma Domenica 19 novembre interamente dedicato alla musica pianistica di Franz Liszt nell’interpretazione della solista Eunhye Anna Hong.
Il virtuosismo è assicurato in questo concerto dalla rilettura del celebre Capriccio op. 24 per violino solo di Niccolò Paganini, dal Grand galop chromatique e da un’ampia parafrasi di Reminiscenze dal Don Giovanni di Mozart, composizioni che lo stesso Liszt improvvisava senza dubbio all’interno dei suoi recital pianistici ma che ha anche “fermato” in qualche modo sulla carta per far rivivere sia i lavori originali da cui traeva spunto, sia le sue audaci interpretazioni. La poesia è espressa invece dalle suggestioni dei laghi svizzeri appartenenti all’album di “schizzi sonori” degli Anni di pellegrinaggio, corredati spesso da citazioni poetiche di scrittori quali Byron e Schiller.
La presentazione di due paesaggi di Giuseppe Zais che contrappunteranno quelli musicali lisztiani è curata da Alessia Vedova.

L’evento conclusivo della rassegna, in programma Domenica 26 novembre, si articola quale ampia monografia “in memoria del chitarrista Roland Dyens” scomparso lo scorso anno. L’omaggio, introdotto e curato da Monica Paolini docente al Venezze, sarà reso dal ChitarrEnsemble del Conservatorio, formazione composta da una quindicina di chitarristi con alcuni solisti che si alterneranno nell’esposizione di un’antologia nella quale potranno cogliersi non solo le solide fondamenta occidentali della formazione parigina dell’autore, ma anche gli influssi africani delle sue origini tunisine e quelli latino-americani, in particolare della musica brasiliana concepita spesso, nonostante la ricchezza timbrica delle chitarre, come nostalgia di qualcosa di “assente”, perduto o irraggiungibile.
I ruoli solistici saranno ricoperti da Elena Cavazza, Matteo RIzqallah, Siegfried Pegoraro e Eugenio Coletti.
Due paesaggi di Giuseppe Zola presentati da Roberta Reali concluderanno per quest’anno il ciclo di presentazione dei tesori d’arte patrimonio delle collezioni rodigine.

L’ingresso agli eventi è libero e gratuito (fino ad esaurimento dei posti). Agli intervenuti sarà inoltre consegnata gratuitamente una copia del libretto-catalogo contenente i programmi di sala dei concerti, l’apparato iconografico di riferimento con relative schede e saggi dedicati ai programmi musicali e letterari della rassegna.
 




Rovigo, 29/09/2017
Comunicato n. 505/17



   









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Data ultimo aggiornamento: 02/10/2017
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