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Comune di Rovigo

Provincia di Rovigo - Regione del Veneto.


Statistica - Indici ISTAT

Dove rivolgersi

Ufficio Statistica
Indirizzo  Piazza Vittorio Emanuele II, 1
Telefono  0425206253
Dirigente  Alfonso Cavaliere
Email  statistica@comune.rovigo.it

Informazioni generali

La Sezione Statistica effettua rilevazioni statistiche riguardanti:

  • i prezzi al consumo dei beni e dei servizi nel comune di Rovigo;
  • i consumi delle famiglie;
  • le forze di lavoro (occupati e relativo settore di impiego e disoccupati);
  • indagini multiscopo sulle famiglie;
  • le operazioni di Censimento della popolazione, degli edifici, dell’industria, dei servizi e dell’agricoltura;
  • altre rilevazioni statistiche riguardanti temi specifici.

Queste indagini vengono svolte per conto dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) da rilevatori autorizzati dal Comune.

L’Ufficio, inoltre, cura il reperimento e l’elaborazione di dati a livello locale su temi socio-demografici e socio-economici.

 

Rovigo e i suoi numeri - edizione 2017

Rovigo e i suoi numeri - edizione 2016

Rovigo e i suoi numeri - edizione 2014

Rovigo e i suoi numeri - edizione 2013

Rovigo e i suoi numeri - edizione 2012

Rovigo in numeri - Anno 2011

Rovigo e i suoi numeri - edizione 2009

Indagine "Ambiente domestico grandi anziani" - 2008

Rovigo e i suoi numeri - edizione 2007

Rovigo e i suoi numeri - edizione 2006

Rovigo città campione - Anticipazione degli indici dei prezzi al consumo

 

A proposito di prezzi al consumo

L’inflazione al consumo è un processo di aumento del livello generale dei prezzi dell’insieme dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie. Generalmente, si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo.
In Italia, come nella maggior parte dei paesi, il calcolo dell’indice è affidato all’Istituto nazionale di statistica. Un indice dei prezzi al consumo, infatti, è uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno.
In particolare, l’Istat produce tre diversi indici di prezzi al consumo: per l’intera collettività nazionale (NIC), per le famiglie di operai ed impiegati (FOI) e l’indice armonizzato europeo (IPCA).

I tre indici hanno finalità differenti.

Il NIC misura l’inflazione a livello dell’intero sistema economico, in altre parole considera l’Italia come se fosse un’unica grande famiglia di consumatori, all’interno della quale le abitudini di spesa sono ovviamente molto differenziate. Il NIC rappresenta, per gli organi di governo, il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche, ad esempio, per indicare nel Documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF) il tasso d’inflazione programmata, cui sono collegati i rinnovi dei contratti collettivi di lavoro.

Il FOI si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (extragricolo). E’ l’indice usato per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato.

L’IPCA è stato sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo. Infatti viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell’Unione Europea, ai fini dell’accesso e della permanenza nell’Unione monetaria.

I tre indici si basano su un’unica rilevazione e sulla stessa metodologia di calcolo, condivisa a livello internazionale.
NIC e FOI si basano sullo stesso paniere, ma il peso attribuito a ogni bene o servizio è diverso, a seconda dell’importanza che questi rivestono nei consumi della popolazione di riferimento. Per il NIC la popolazione di riferimento è l’intera popolazione italiana, ovvero la grande famiglia di oltre 57 milioni di persone; per il FOI è l’insieme delle famiglie che fanno capo a un operaio o un impiegato.
L’IPCA ha in comune con il NIC la popolazione di riferimento, ma si differenzia dagli altri due indici perché il paniere esclude, sulla base di un accordo comunitario, le lotterie, il lotto, i concorsi pronostici e i servizi relativi alle assicurazioni sulla vita.
Un’ulteriore differenziazione fra i tre indici riguarda il concetto di prezzo considerato: il NIC e il FOI considerano sempre il prezzo pieno di vendita. L’IPCA si riferisce invece al prezzo effettivamente pagato dal consumatore. Ad esempio, nel caso dei medicinali, mentre per gli indici nazionali viene considerato il prezzo pieno del prodotto, per quello armonizzato europeo il prezzo di riferimento e rappresentato dalla quota effettivamente a carico del consumatore (il ticket). Inoltre, l’IPCA tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni).

Indici prezzi al consumo mese per mese

 

2019:

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2018:

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Per gli anni precedenti (2006-2017) scarica il file completo delle anticipazioni dei prezzi al consumo

Data aggiornamento scheda

15/03/2019
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