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Comune di Rovigo

Provincia di Rovigo - Regione del Veneto


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Maggio Rodigino 2018

 

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Comunicati stampa

Maggio Rodigino. Gli appuntamenti della seconda settimana

"Musica Cervello e Movimento" - Domenica 13 maggio, Ridotto del Teatro Sociale

Maggio Rodigino - Le iniziative di questa settimana - 07/05/18

Si alza il sipario sul Maggio Rodigino - il via giovedì con il Festival Rovigoracconta - 02/05/18

“Maggio rodigino” - un mese dedicato alla cultura e allo spettacolo -  06/04/17

Maggio Rodigino - scade il 9 marzo il Bando per partecipare al cartellone di eventi -  05/03/18

 

romanzodelcasale

 

 

FESTIVAL BIBLICO

14a edizione: dal 3 al 27 maggio 2018

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festivalbiblico

 

 

 

 

 

 

 

MAGGIO RODIGINO 2018 - IL PONTE DEL SALE

poetifinlandesiilpontedel sale

11 maggio ore 17.00, Salone di Palazzo Venezze, incontro con la poesia finlandese e i poeti Jouni Inkala e Johanna Venho, da Helsinki
Letture a cura de Il Ponte del Sale e musiche a cura del Conservatorio di Rovigo

12 maggio ore 10.00,  Accademia dei Concordi, Sala Oliva:
incontro con la poesia finlandese: i poeti Jouni Inkala e Johanna Venho, da Helsinki, incontrano i giovani delle Scuole Superiori.

Poeti finlandesi:
Inkala e Venho sono due delle voci più significative della poesia contemporanea del Nord Europa.
Nei loro versi ritorna l’immagine potente della natura, colta nel corso delle stagioni e degli anni, e una dolente riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo.

Jouni Inkala (1966), scrittore, traduttore e poeta pluripremiato, può essere considerato un classico vivente della poesia finlandese. Esordisce nel 1992 con la raccolta Tässä sen reuna (Qui il suo limite), alla quale hanno fatto seguito Huonetta ja sukua (Della stanza e della famiglia, 1994), Pyhien seura (La compagnia dei santi, 1996), Sille joka jää (Per ciò che rimane, 1998), Autiomaaretki (Viaggio nel deserto, 2000), Kirjoittamaton (Non scritto, 2002), Sarveisaikoja (Tempi di corno, 2005), Minuutin ja sen puolikkaan laajenevassa universumissa – valitut runot 1992-2007 (Nell'universo in espansione di un minuto e della sua metà - poesie scelte 1992-2007, 2007), Minkä tietäminen on ihmiselle välttämätöntä (Quale sapere è indispensabile all'essere umano, 2008), Kemosynteesi (Chemiosintesi, 2011), Kesto avoin (Durata aperta, 2013), Vakiot ja muuttujat (Costanti e variabili, 2015), Nähty. Elämä (Vista. La vita, 2017). Le sue poesie sono state tradotte in 20 lingue. È anche autore di saggi e drammi radiofonici. Importante è anche la sua opera di traduttore da francese, tedesco, inglese e, recentemente, italiano. Vive ad Helsinki con la moglie Anna-Kaisa e i figli Henri e Samuel.
Nel 2017 è uscita la prima antologia italiana delle poesie di Inkala: “All’equinozio d’autunno”, a cura di Antonio Parente, Il Ponte del Sale editore.

Johanna Venho (1971) è una delle rappresentanti più in vista della sua generazione. I suoi studi universitari furono incentrati su una combinazione abbastanza atipica, teoria letteraria e biologia. Ha lavorato come redattrice sia per la radio sia per la casa editrice Otava, e si interessa anche di traduzione, soprattutto di libri per l’infanzia. È autrice di critiche e saggi letterari e nel 2000 ha svolto l’attività di redattore capo per la rivista «Fuoco & Fumo» (Tuli & Savu), nata negli anni ’90 per dar voce ai giovani poeti finlandesi, e anche come alternativa alle riviste letterarie finlandesi più affermate, che erano viste da questi giovani autori come troppo conservatrici o troppo accademiche.
La Venho debuttò con la raccolta Posta su Saturno (1998). La seconda raccolta Senza mappa (2000) le valse nel 2001 il premio della critica come ‘svolta artistica dell’anno’. Il rapporto tra uomo e natura, tema ricorrente nella tradizione poetica finlandese (e nordica, più in generale), si arricchisce di una profonda dimensione etico-ecologica. Negli ultimi anni si è dedicata anche alla letteratura per l’infanzia.

 

incalmissimaluce

 

12 maggio ore 17.00, Accademia dei Concordi, Sala Oliva
presentazione del volume edito da Il Ponte del Sale:  In calmissima luce. Con Giorgio Mazzon nel Delta del Po, fotografie di Giorgio Mazzon, poesie e testimonianze a cura di Marco Munaro e inaugurazione della mostra fotografica a cura di Danilo Sartoni (in “saletta Romagnolo”). Letture a cura de Il Ponte del Sale, musiche a cura del Conservatorio di Rovigo.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 24 maggio.

19 maggio ore 10.00, Accademia dei Concordi, Sala Oliva:
incontro con la poesia di Luciano Caniato, L’ombra della cosa, edito da Il Ponte del Sale, rivolto in particolare ai giovani delle Scuole Superiori.


IN CALMISSIMA LUCE
Poesia Arte e Musica per Giorgio Mazzon

Il libro: In calmissima luce. Con Giorgio Mazzon nel Delta del Po, fotografie di Giorgio Mazzon, poesie e testimonianze a cura di Marco Munaro.

La mostra: Installazione a cura di Danilo Sartoni delle 36 fotografie che hanno ispirato i testi raccolti nel libro

Giorgio Mazzon (Rosolina 1948 – Porto Viro 2017) è uno degli ultimi Maestri della gloriosa, millenaria bottega veneta, interpretata con gli occhi americani della Pop-Art.
Pittore, scultore, decoratore, scenografo, offre la sua collaborazione agli artisti Gianpaolo Berto, Gabbris Ferrari e Nato Frascà.
Come pittore, parte da influenze tardo picassiane e dell’arte gestuale, elaborando e arricchendo le proprie opere di un’ironica impronta baroccheggiante.
Come scultore, realizza, con materiali di recupero della nostra laguna, una serie di creature totemiche piene di forza e sapienza.
Punto di riferimento di artisti tra Chioggia, Ravenna e Rovigo, intensifica il sodalizio con Gabbris con il quale organizza, nell’“Atelier Mazzon”, la serie del Teatro sull’Erba e gli spettacoli del Teatrino con burattini di Bepi Molin.
Come fotografo, ha affidato agli amici un “rullino” di 36 immagini scelte insieme a Danilo Sartoni tra le migliaia scattate negli anni nel suo Delta.


Luciano Caniato è nato a Pontecchio Polesine (Rovigo) nel 1946. Vive a Conegliano (TV) dove è emigrato con la famiglia nel 1951. Dopo una breve esperienza giornalistica e la laurea in Lettere (1970), si è dedicato all’insegnamento e all’attività letteraria intrecciata costantemente con la ricerca storica (dirige dal 1977 la rivista Storiadentro). In poesia ha affrontato tematiche come il potere, la morte, la storia del Novecento, l’emigrazione, annodando tra loro parlate e lingue e operando travasi e sfondamenti tra gli idioletti appresi in casa (polesano, bellunese, trevigiano). Inserimenti di lingue antiche e moderne e intrusioni popolari, spesso giocate come lustrini o ironie, sono caratteristiche della sua ricerca che, pur tenendo conto della grande tradizione italiana, anche contemporanea, se ne discosta per cercare altro con percorsi accidentati e sghembi.
Sul versante della poesia ha al suo attivo E maledetto il frutto, Bertani, Verona 1980; Nevi, El Levante por el Poniente, Conegliano 1986; Pensierimi. El Levante por el Poniente, Conegliano 1990; La siora nostra morte corporale, Campanotto, Udine 1992; Ictus, in “In forma di parole”, Bologna 1998; Medajùn et alia, Marsilio, Venezia 2002; Missiament, in “In forma di parole”, Bologna 2008; Maliborghi, Il Ponte del Sale, Rovigo 2010, L'ombra della cosa, Il Ponte del sale, Rovigo 2018. È inoltre autore di testi in poesia per il teatro: Di memoria e di pietà, Comune di Vittorio Veneto 1998; Cardiodramma, Diastema, Treviso 2000; L’anima sui cop, Diastema, Treviso 2001; Cima nella neve, ZeL Edizioni, Treviso 2010. In campo critico ha pubblicato: La ragione e il disgusto, El Levante por el Poniente, Conegliano 1989; Terra, lingua, origine in “Filò” di Andrea Zanzotto, El Levante por el Poniente, Conegliano 1991; Il potere, l’urlo, l’erta strada (con L. Cecchinel e M. Munaro), El Levante por el Poniente, Conegliano 1994; L’occhio midriatico. L’interpoesia di Cesare Ruffato da “Parola bambola” a “Diaboleria”, Longo, Ravenna 1995. Ha curato l’Antologia dei grandi scrittori [polesani], Biblioteca dell’immagine, Pordenone 2011, e con Marco Munaro: Gino Piva, Cante d'Àdese e Po e Bi-ba-ri-bò, Il Ponte del Sale, Rovigo. Per la stessa casa editrice ha contribuito al volume La bella scola. La Comedia di Dante letta dai poeti e illustrata (Inferno, canto III), 2003.
Sono poi da ricordare le sue monografie storiche: Rovigo una città inconclusa, Canova, Treviso 1974; Conegliano. Storia e Itinerari (in collaborazione con G. Baldissin Miolli), Canova 1989; Conegliano. Guida per Coneglianesi e turisti curiosi (in collaborazione con G. Palugan e A. Piai), Zel Edizioni, Treviso 2010. I testi de La terra in testa (Biblioteca Bronziero, Badia 1986) sono stati concepiti sia come commento alle fotografie di Germano Sprocatti, sia come omaggio alla terra natale. Sono suoi alcuni dei più importanti interventi sulla storia di Conegliano pubblicati in Storiadentro tra il 1977 e il 2010. Ha infine diretto mostre documentarie e fotografiche sempre a carattere storico (1988, 1989, 1997, 2004) e curato con Giancarlo Follador. Codognè. Nascita e sviluppo di una comunità trevigiana di pianura tra Livenza e Monticano, Meneghetti, Nervesa, 1990, pagg. 620.

Scheda

Luciano Caniato, L'ombra della cosa, Il Ponte del Sale, Rovigo, 2017, pagg. 112. Eu. 15

Dopo aver affrontato nei precedenti libri in poesia (in dialetto e in lingua) argomenti come le distorsioni del potere (E maledetto il frutto); gli inferi famigliari (La siora nostra morte corporale); i maestri della sua formazione umana nel paese di origine (Medaiun et alia); la storia italiana del Novecento (Cardiodramma); l'emigrazione veneta dell'Ottocento (L'anima sui cop) e le conseguenze dell'immigrazione attuale (Missiament), il suo rapporto con la città e le città (Maliborghi), Caniato affronta qui i problemi dell'abbandono e del conseguente lutto.
La vicenda affettiva - che risale a un tempo ormai senza tempo - apparentemente risolta con gli anni riaffiora all'improvviso con fumarole e magmi ed è tamente dolorosa che ha bisogno di essere detta all'interno di una struttura di contenimento solida e contemporaneamente sperimentata: il sonetto.
Si tratta dunque di un Canzoniere che si aggiunge alla tradizione dei 'libri d'amore', ma con un approccio dcisamente originale. Il poeta imprime alle settantaquattro composizioni un moto che dà alla 'narrazione' volute e musicalità ossessive e incantatrici, sotenute da rime interne e accompagnate dal ritmo sghembo di endecasillabi intrecciati a decasillabi.
Si tratta in sostanza di un dialogo serratissimo con una tu distante e al contempo vicinissima, svuotata dal tempo, ma contemporaneamente 'riempita' da fioriture che ne reintegrano i profumi anche attraverso il non detto.
Diviso in nove sezioni, ciascuna individuata da un suggestivo titolo in latino, il libro offre al lettore un microcentro solare (una lei-tu) attorno a cui i sentimenti dell' io (il poeta) ruotano con orbite sempre diverse e vestiti di volta a volta con i colori dell'amore, dell'odio momentaneo, della rabbia, del risentimento, della nostalgia, della dolcezza e dell'ironia.
Libro denso e disseminato di temi, che ha per veri protagonista la memoria e Narciso centrato dal diniego, L'ombra della cosa è un'opera scritta con commovente sincerità in una lingua alta e sorvegliata, caratterizzata qua e là da calchi (da cui spuntano per subito sparire Catullo, Dante, Petrarca, Leopardi, Pascoli ecc.), impennate e precipizi fatti volare da calibrate scelte retoriche.

 

festivalcontaminazioni

 

Il Festival Contaminazioni è organizzato dal Conservatorio Statale di Musica Francesco Venezze di Rovigo
nell’ambito del Maggio rodigino ed è espressamente dedicato ai molteplici linguaggi musicali del XX e XXI secolo,
ai loro intrecci e ai rapporti sempre più intensi con altre arti
ed esperienze culturali sia umanistiche sia scientifiche e tecnologiche.  

Scarica qui il programma

 

 

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